IL VIDEOMESSAGGIO

Valentina Diouf: "George Floyd poteva essere mio padre"

La pallavolista nata da padre senegalese e madre italiana riflette sul razzismo dopo la morte di George Floyd: "Non siamo tutti uguali, siamo tutti diversi e dovremmo andarne fieri"

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Dopo la morte di George Floyd e le proteste a sostegno di Black Lives Matter, la pallavolista Valentina Diouf in un videomessaggio a Verissimo riflette sul razzismo ancora diffuso in tutto il mondo a partire da una frase di un amico: "Non serve guardare troppo lontano per rendere il mondo un posto migliore, basterebbe non rimanere in silenzio ogni volta che qualcuno vicino a noi subisce un'ingiustizia, qualsasi essa sia".

"Non dobbiamo essere spettatori di quello che succede agli altri", comincia nel suo appello. "Il colore è solo una caratteristica fisica, che non scegliamo neppure. E le caratteristiche sono quelle che rendono una persona diversa dall'altra. Non siamo tutti uguali, siamo tutti diversi e dobbiamo andarne fieri, è meraviglioso essere tutti diversi".

Nata da padre senegalese e madre italiana, Valentina Diouf parla poi di se stessa: "Io ne sono un esempio: mia mamma è bianca e mio padre è nero e tra l'altro vive in America, quindi quello che è successo a George Floyd poteva succedere anche a mio papà".

"Le nuove generazioni non possono crescere con l'idea che diverso è pauroso. Diverso è bello, significa avere qualcosa da dire", continua nel suo videomessaggio. "Non è facile intervenire, ma questo è il momento di schierarsi con l'umanità. Non possiamo manifestare solo quando succede qualcosa di grave, non dobbiamo mollare, dobbiamo ottenere".
13 giugno 2020
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