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Meghan Markle vince la causa contro il Mail on Sunday

Il giornale aveva pubblicato alcuni stralci di una sua lettera privata al padre Thomas

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Meghan Markle ha ottenuto un'importante vittoria legale nella sua causa per violazione della privacy contro l'Associated Newspapers Limited, colpevole, secondo la duchessa di Sussex, di aver pubblicato nel Mail on Sunday stralci di una lettera privata che la moglie del principe Harry scrisse al padre Thomas nell’agosto 2018, anno in cui Meghan tagliò i rapporti con lui.

La duchessa di Sussex, che aveva denunciato l’editore non solo per l'invasione della privacy ma anche aver infranto i diritti d'autore sulla propria corrispondenza, ha vinto la sua rivendicazione contro il Mail on Sunday; il giudice Mark Warby, infatti, si è pronunciato a suo favore in merito a cinque articoli pubblicati nel febbraio 2019 dal magazine, che riproducevano parti della lettera scritta a mano che Meghan Markle aveva inviato a suo padre.

Il giudice ha riferito che Meghan "si aspettava che il contenuto della lettera sarebbe rimasto privato. Gli articoli hanno violato quella sua ragionevole aspettativa. Nel complesso, le rivelazioni erano manifestamente eccessive e quindi illegali", ha stabilito Mark Warby.

Mentre Meghan Markle, in un comunicato riportato dalla Bbc, ha detto: "Per questi tabloid è un gioco. Per me, e molti altri, si tratta di vita vera, relazioni vere, tristezza vera. Il danno che hanno fatto e continuano a fare è grande"

Il giudice ha detto anche che le questioni relative al copyright della lettera dovrebbero essere risolte in un nuovo processo, lasciando aperta quindi solo la questione in merito alla quale la duchessa di Sussex fosse l'unica proprietaria del copyright o potesse essere stata una coautrice, con un presunto coinvolgimento di altri nella stesura della missiva.

Mark Warby ha stabilito che il 2 marzo si svolgerà una nuova udienza, per decidere le questioni in sospeso, e ha riferito che la questione aperta sul copyright probabilmente avrebbe solo un impatto sull'entità dei risarcimenti che la duchessa riceverà: "Nella peggiore delle ipotesi, quindi, Meghan Markle è coautrice di un'opera di paternità congiunta, e ha diritto a un risarcimento per la violazione della sua quota di copyright", ha riferito il giudice.
L’azione legale di Meghan Markle e del suo team di avvocati contro l'Associated Newspapers Limited, era ripresa lo scorso gennaio, quando Meghan Markle aveva ottenuto un rinvio del processo. In particolare la duchessa accusava i tabloid Mail on Sunday e Daily Mail di aver pubblicato stralci ad hoc della sua lettera, per dare una sua immagine negativa e per metterla in cattiva luce.

Gli avvocati dei due tabloid britannici, citati in giudizio da Meghan, avevano sostenuto che la duchessa "voleva che le sue parole fossero divulgate". Lo scorso anno i due magazine avevano presentato all'Alta Corte di Londra alcuni documenti in cui sostenevano che Meghan Markle aveva scritto la lettera incriminata proprio perché fosse divulgata. A detta loro, quella missiva sarebbe dovuta servire a ripulire la sua immagine e a liberarla dalla fama di "figlia gelida e indifferente".

"Nessuna lettera davvero privata da figlia a padre richiederebbe interventi da parte del personale di Palazzo", avevano dichiarato i legali di Associated Press, che avevano ricordato anche che nella stesura della lettera fu coinvolto il team di comunicazione di Kensington Palace, che all'epoca supportava i duchi di Sussex.

La stessa Meghan Markle lo scorso novembre aveva ammesso che l'allora responsabile delle comunicazioni di Kensington Palace, Jason Knauf, aveva fornito la sua opinione su una bozza della lettera, dichiarando anche di aver avuto il timore che la sua missiva al padre potesse finire nelle mani sbagliate. Questa, secondo i legali dei due tabloid, sarebbe dovuta essere la prova "che la duchessa di Sussex quantomeno aveva ipotizzato il fatto che suo padre avesse potuto divulgare la lettera".
12 febbraio 2021
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