IL CASO

Giulia Salemi: " A Venezia ho vissuto sulla mia pelle il cyberbullismo"

La modella e influencer nel suo libro racconta il "nuovo tipo di odio" sperimentato dopo il red carpet a Venezia: "Mi hanno marchiato con accuse pensatissime, nemmeno avessi fatto un film porno o rubato l'uomo a un'altra donna"

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"Avete presente quelle azioni che fate, ma di cui non vi rendete totalmente conto? Dilettanti allo sbaraglio". Giulia Salemi descrive così nel suo libro, Agli uomini ho sempre preferito il cioccolato (Mondadori Electa), il suo red carpet al Festival di Venezia 2016, dove sfilò con un abito dgli spacchi profondissimi.

A quell'episodio la modella e influencer dedica il capitolo Non sei Joker. Sei solo un loser, riferendosi ai "leoni da tastiera" che l'hanno insultata dopo il red carpet: " A Venezia ho vissuto sulla mia pelle il cyberbullismo. Sono stata marchiata come una mucca d’allevamento. Accuse pesantissime, minacce di morte. Post pubblici intrisi di odio. Ho smesso di leggerli per quanto erano violenti", rivela nel suo libro-diario segreto Giulia Salemi.

L'invito dell'amico Matteo al Festival l'ha accettato con "la fame di rivalsa sociale, soprattutto verso gli uomini", dopo una storia finita molto male ("il tipo mi aveva messo le mani addosso"): "Con la testa c’ero e non c’ero. L’abito di Matteo non lo provo affatto", scrive.

Le reazioni degli americani alla sfilata con l'abito osè sono entusiaste - quella di Kim Kardashian in primis! - mentre in Italia scatta la gogna mediatica. "Moltissimi mi hanno voltato le spalle. Ho perso contratti e programmi. (...) Nemmeno se avessi girato un film porno, fatto un calendario nuda o rubato l’uomo a un’altra donna".

Pentita? No. "Sono stata soltanto una giovane donna impulsiva e con la testa un po’ fra le nuvole. Che ha fatto una leggerezza". Una leggerezza da cui ha imparato molto: "Ci ho messo almeno un anno a riprendermi da quella batosta. Mi ha reso più debole e vulnerabile. Mi ha tolto un po’ di spontaneità. (...) Fate attenzione a ciò che condividete pubblicamente, perché tutto potrà essere utilizzato contro di voi".
27 maggio 2020
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