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Auguri a Re Giorgio (Armani), lo stilista che ha rallentato per essere il più veloce

A 86 anni, che compie l'11 luglio, Giorgio Armani continua a rivoluzionare il mondo della moda. Con il suo stile, ma anche facendo da apripista alla recente crisi del settore causata dal coronavirus

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Nell'ultima settimana della moda di Milano, lo scorso febbraio, mentre il coronavirus - ora sappiamo - già circolava in Italia da settimane, Giorgio Armani è stato l'unico a scegliere di far sfilare le sue modelle a porte chiuse, senza pubblico, rendendo la sfilata fruibile virtualmente per evitare il propagarsi dei contagi in una fase ancora embrionale dell'emergenza.

Quello che poi è successo è storia, una storia che ha gravemente danneggiato il mondo della moda e alla quale Re Giorgio, che l'11 luglio compie 86 anni, ha risposto in modo ancora una volta rivoluzionario. Lo stilista, piacentino di nascita e milanese d'adozione, ha colto questa crisi come un'occasione per lanciare un appello al mondo della moda: "Il lusso richiede tempo per essere raggiunto e apprezzato. Non ha senso che una delle mie giacche o tute viva nel negozio per tre settimane prima di diventare obsoleta", aveva dichiarato Armani in una lettera aperta.

"Non lavoro così e trovo immorale farlo. Eleganza senza tempo. È questa l’idea in cui ho sempre creduto". Eleganza e sostenibilità: dopo l'addio alle pellicce nel 2016, alla Milano Fashion Week Uomo 2020 Armani aveva stupito presentando dei capi pensati per durare più a lungo e ideati con tessuti rispettosi dell'ambiente. Una scelta che lo ha premiato: il 2019 ci è chiuso con un aumento del fatturato del 2,3% e lo stilista si è aggiudicato il Premio Parete 2020 "per la sua personalità straordinaria che ha fissato un’inconfondibile impronta su un’epoca e che, ancora oggi, lo rende l’icona italiana per eccellenza nel mondo".

La sua prima collezione risale al 1975 e da quel momento è stato un susseguirsi di grandi successi che spaziano dagli abiti all'esclusiva linea di occhiali, fino ai cosmetici. Indimenticabile anche il suo contributo nel cinema, con la linea dei costumi di Richard Gere disegnata dall'azienda italiana per il famoso film American Gigolò, del 1980, ma anche Gli intoccabili (1987), Cadillac Man (1990) e molti altri, fino ai vestiti per Leonardo DiCaprio in The Wolf of Wall Street.
11 luglio 2020
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