CRONACA

La storia di Giovanni Brusca

A Quarta Repubblica la ricostruzione della carriera criminale dell'ex boss mafioso, conosciuto come il macellaio di Totò Riina

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Giovanni Brusca resta in carcere. Rigettata dalla Cassazione la richiesta di domiciliari presentata dai suoi avvocati. Poco prima della pronuncia della Corte, Quarta Repubblica ricostruisce la carriera criminale dello scannacristiani, come veniva chiamato il macellaio di Totò Riina.

Nato a San Giuseppe Jato il 20 febbraio 1957, Brusca era noto per la ferocia assassina che lo ha spinto a uccidere decine di persone, così tante che neanche lui è in grado di dare il numero preciso. Il suo problema pnon è mai stato come uccidere, ma come far sparire i corpi: squagliati nell’acido, dati in pasto ai maiali o carbonizzati.

Eppure, come ricorda il servizio della trasmissione condotta da Nicola Porro, nella storia di Brusca pesa un piccolo gesto dagli effetti devastanti: fu lui che il 23 maggio del 1992 schiacciò il telecomando che fece saltare un pezzo di autostrada tra Punta Raisi e Palermo. Nella strage di Capaci persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.

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08 ottobre 2019
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