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CONFESSIONE

Pupo: "Mio padre mi ha passato la malattia del gioco d'azzardo"

Nella puntata di Verissimo di sabato 16 gennaio il cantautore parla della propria famiglia e del rapporto con i genitori

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"Io sono innamorato della gente, ambisco al benessere generale. Non potrei essere diverso da quello che sono, non sono un bravo attore, non so recitare: so solo fare la parte di me stesso". Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, si racconta nella puntata di Verissimo di sabato 16 gennaio.

Cantautore e conduttore televisivo, Pupo parla della sua famiglia e della ludopatia. "Ho preso tanto da mio padre, che era pieno di risorse, un intrattenitore, ma anche molto triste, lugubre come è il gioco d'azzardo. E mi ha passato questa malattia".

"Io ho cominciato a 13-14 anni giocando a poker nelle bische clandestine", si sfoga il 65enne di Laterina, "lui era un protagonista in quelle bische, mi vedeva, lo sapeva, ma non era in grado di aiutarmi. Mia madre era la vera vittima di questa situazione: ora non sta bene, ma forse ci amiamo anche più di prima". Il cantante parla anche del suo periodo più buio, e di come ne sia uscito.

"Sotto il profilo sentimentale non ho mai avuto paletti, remore, filtri: mi è capitato di avere un innamoramento, senza riscontro sessuale, per un uomo: Riccardo, per il quale scrissi Volano", confessa Pupo, "l'amore è declinabile in tanti modi, ma lì capii che non potevano esserci differenze"
16 gennaio 2021
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