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CRONACA

Gianmarco Pozzi, Le Iene sulla morte del 28enne a Ponza

I familiari non credono all'incidente: il servizio de Le Iene in onda martedì 16 marzo su Italia 1

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La morte di Gianmarco Pozzi a Ponza è al centro di un servizio andato in onda martedì 16 marzo a Le Iene. Nel video qui sopra, il servizio integrale. Il 28enne romano, campione di kick boxing, muore la mattina del 9 agosto scorso sull'isola di Ponza, secondo una prima ricostruzione dopo essere caduto da un muretto, mentre era in preda a un delirio da cocaina, versione a cui non credono i familiari del ragazzo.

Grazie all'inchiesta di Giulio Golia e Francesca Di Stefano parla per la prima volta in tv, il professor Vittorio Fineschi, ordinario di Medicina legale a La Sapienza, che è stato anche il consulente della famiglia di Stefano Cucchi. Solo pochi giorni fa ha consegnato alla Procura di Cassino un supplemento di 33 pagine alla sua prima relazione che indaga per omicidio e non per “morte accidentale”. “Chiudere il caso dicendo che è caduto in preda a un delirio da cocaina? Non c’è evidenza scientifica", dichiara Fineschi al microfono dell'inviato de Le Iene.

"Le indagini tossicologiche che ci dimostrano il tasso di cocaina", afferma l'esperto, "non ci possono indurre a dire che lui si è messo a correre scompostamente in un campo fino ad arrivare al muretto e precipitare di sotto". E aggiunge: "Dobbiamo ipotizzare che corresse, che è caduto, che si è arrotolato in questo campo, che poi si è rialzato, è andato ad impattare. Puoi capire che diventa una cinematica un pochino troppo cinematografica".

Pozzi, che lavorava a Ponza come addetto alla sicurezza in alcuni locali nei mesi estivi, non sarebbe dunque caduto accidentalmente sotto effetto di "un ingente quantitativo di cocaina”, come stabilito in un primo tempo, ma sarebbe stato invece picchiato e ucciso, forse nell’ambito di una spedizione punitiva che potrebbe essere collegata all’attività di gruppi di spacciatori sull'isola. “Quando ho visto questo corredo fotografico ho detto che molte cose non erano coincidenti. Io ritengo sia giusto rivedere il caso", dichiara ancora Fineschi. Nel servizio anche tutte le registrazioni, realizzate da una delle sorelle della vittima con lo scopo di aiutare le indagini, che simulano quanto potrebbe essere accaduto al fratello.

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17 marzo 2021
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