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IL CASO

Olesya, il conduttore del reality russo: “Sono sicuro che lei stia recitando un copione"

In collegamento con lo studio di Domenica Live, il conduttore di un reality russo spiega le sue accuse rivolte a Olesya.

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Nello studio di Domenica Live, si parla del caso di Denise Pipitone dopo la conferma che Olesya Rostova non è la bambina italiana scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004. Il gruppo sanguigno di Olesya è diverso dal gruppo sanguigno di Denise. Per questo motivo non c'è stato alcun confronto del dna.

Ospite nello studio di Domenica Live, parla in esclusiva il conduttore di un reality russo al quale ha partecipato anche Oleysa. L'uomo accusa Olesya definendola come una ragazza pronta a tutto per lavorare in televisione: "Non mi interessava parlare di Olesya, ma quando ho visto che lei ha inventato tutta questa storia, sono intervenuto. Quando sono venuto a sapere, io ho messo a disposizione il mio materiale per far capire di che persona stavamo parlando".

"Lei diceva sempre che voleva la fama e che lei era interessata a questo. Lei ha una sorella e un fratello quindi nella trasmissione diceva un sacco di bugie. Nel mio show diceva che voleva essere famosa. Io non potevo star zitto. Io sono sicuro che lei stia recitando un copione", aggiunge il conduttore continuando ad accusare Olesya.

Denise Pipitone: tutta la storia
"Già quando avevo cinque anni avevo capito che ero sola e che aspettavo i miei genitori ma consideravo che quella nomade non era la mia mamma e pensavo che no, non è lei, non è la mia mamma". A fine marzo 2021 arrivano in Italia le parole di una ragazza di circa 20anni che dalla Russia lancia un appello per ritrovare i suoi genitori. La sua età e la storia che racconta sono analoghe alla vicenda di Denise Pipitone, scomparsa oltre 16 anni fa e mai più trovata.

Denise Pipitone è una bambina di quasi 4 anni di Mazara Del Vallo - in provincia di Trapani, in Sicilia - che l'1 settembre 2004 scompare dal cortile di casa dove sta giocando. La sua scomparsa diventa presto un caso nazionale e le ricerche si allargano in tutta la penisola. Quando una guardia giurata, a Milano, filma una bambina in compagnia di una famiglia di nomadi che assomiglia a Denise, gli inquirenti indagano anche su questa pista oltre a quella familiare. In tanti anni però la verità non è emersa e i processi non hanno individuato un colpevole.
Olesya Rostova: chi è
Oltre 16 anni dopo una ragazza di circa 20 anni, dalla trasmissione televisiva russa Lasciali parlare, racconta di esser stata rapita e di esser stata portata in un campo rom nel 2005, a circa 5 anni. Da bambina avrebbe quindi fatto l'elemosina per strada, prima di essere individuata dai servizi sociali, essere portata in orfanotrofio ed esserle assegnato il suo nome attuale, Olesya Rostova. La ragazza lancia quindi un appello per ritrovare la sua vera famiglia.

"Martedì 23 marzo, dopo aver visto la trasmissione russa, ho segnalato all'organizzazione che si occupa delle ricerche di Denise Pipitone che ho visto una ragazza che assomiglia a Denise". A Pomeriggio Cinque viene fatto ascoltare il videomessaggio esclusivo della donna russa che ha fatto la segnalazione su Olesya, facendone emergere le analogie e una certa somiglianza fisica con Denise.

"In questi anni l'abbiamo sempre cercata. Anche in questo caso andremo cauti", spiega la mamma di Denise, Piera Maggio, attraverso il suo legale Giacomo Frazzitta, "si proseguirà con la comparazione del gruppo sanguigno e se sarà il caso con il test del dna. La storia di questa ragazza ci ha colpito perché è simile alla nostra Denise, per cui speriamo si possa giungere presto a una soluzione definitiva". Anche in Russia si fanno avanti delle famiglie che per compatibilità di date potrebbero essere quella naturale di Olesya.

"La morfologia è significativamente diversa. La bambina ha un padiglione molto più arrotondato. Anche l’orecchio sinistro differisce nella forma da quello della bambina", dice a Pomeriggio Cinque il dottor Musio compara i due padiglioni auricolari di Denise e Olesya.
Le modalità scelte dalla trasmissione televisiva russa per rivelare l'esito delle analisi sembrano seguire più le logiche dello spettacolo che quelle di una vicenda così delicata, che riguarda la possibilità per una famiglia di riabbracciare propria figlia dopo oltre 16 anni. Per questo l'avvocato Frazzitta decide di puntualizzare all'Ansa: "Non vogliamo sottoporci a un ricatto mediatico da parte della tv russa. Se prima della trasmissione non ci faranno avere la documentazione relativa al gruppo sanguigno di Olesya e dell’eventuale test del dna non parteciperemo ad alcun collegamento televisivo".

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11 aprile 2021
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