L'INTERVISTA

Matteo Salvini: "Gli spacciatori dovrebbero stare in galera e non in casa a Bologna"

In collegamento con Mattino Cinque, Matteo Salvini spiega le ragioni che lo hanno portato a suonare al citofono di una famiglia di origini tunisine a Bologna

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Il leader della Lega Matteo Salvini è andato a citofonare in una palazzina nella periferia bolognese dove, secondo una signora, vivrebbe una famiglia di spacciatori di origini tunisine. “Buonasera, sono Salvini, è vero che qui spacciate?”, chiede l’ex ministro dell’Interno al citofono.

In collegamento con lo studio di Mattino Cinque, Matteo Salvini espone le ragioni del suo gesto. "Perché è andato a citofonare?", domanda Francesco Vecchi. "Babbo e figlio spacciano droga con nome, cognome e indirizzo. È normale che tutti sappiano e che questi possano continuare a vendere morte. Spacciare droga alla luce del sole significa vendere morte", dichiara Matteo Salvini.

"C'è una normativa nazionale tollerante con gli spacciatori di droga. La Lega ha presentato il Droga zero. Poca droga o tanta droga ti metto in galera perché la droga è morte. Gli spacciatori di droga dovrebbero stare in galera e non in casa a Bologna", conclude il leader della Lega.

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22 gennaio 2020
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