A Le Iene

Morto suicida in carcere, le parole della famiglia

Valerio Guerrieri si è tolto la vita a 22 anni nel 2017 a Regina Coeli, la famiglia punta il dito contro le istituzioni

Condividi
"Era da curare, tutti hanno una loro colpa". Queste le parole di accusa di Ester Morassi, madre di Valerio Guerrieri, 22enne morto suicida nel carcere di Regina Coeli nel 2017.

La donna si sfoga in un lungo servizio de Le Iene in cui Nina Palmieri ricostruisce la vicenda del giovane affetto da una seria malattia psichica. La prima diagnosi fu fatta quando era ancora un bambino e certificava una "personalità borderline con marcati tratti maniacali".

"Dissero che il 90% dei ragazzi con questa patologia, con la crescita, rientra da quel disturbo", spiega la madre che racconta come negli anni la patologia del figlio si sia invece aggravata costringendolo a passare da una struttura psichiatrica all’altra. Poi in adolescenza, per via dei suoi "impulsi di cleptomania", Valerio tra bravate e furti passa da una comunità all’altra fino al carcere. Ed è proprio in carcere che il giorno di San Valentino del 2017 Valerio si suicida.

Per la sua morte sono inizialmente indagati sette agenti della penitenziaria e un medico. Nell’ottobre scorso poi il Gip Claudio Carini decide che il procedimento penale deve proseguire anche per la direttrice di Regina Coeli. "Io sono un esecutore degli ordini dell’autorità giudiziaria. Se il detenuto era rimasto in carcere è perché c’era scritto questo", dichiara alla trasmissione di Italia Uno Silvana Sergia. "Mi batterò affinché la morte di mio figlio serva a qualcosa", conclude invece la signora Morassi.

TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SU MEDIASET PLAY MAGAZINE


13 novembre 2020
Copyright © 1999-2020 RTI S.p.A. Business Digital – P.Iva 03976881007 – Tutti i diritti riservati – Per la pubblicità Mediamond S.p.a. RTI spa, Gruppo Mediaset – Sede legale: 00187 Roma Largo del Nazareno 8 – Cap. Soc. € 500.000.007,00 int. vers. – Registro delle Imprese di Roma, C.F.06921720154