La Seconda Guerra Mondiale

Lili Marlene - La guerra degli italiani

Dalla viva voce dei bambini di 80 anni fa il racconto della più terribile guerra della storia moderna, tra vittime e carnefici, fascisti, ebrei e partigiani.

Condividi
Questo FILM racconta storie realmente accadute tra il 1938 i il 1945. Le vicende narrate NON sono il frutto della fantasia degli autori. Nessuna testimonianza delle vittime o dei presunti carnefici è stata rielaborata o romanzata. Pertanto ogni riferimento a fatti e persone è puramente voluto.
In occasione degli 80 anni dell’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale, Focus ha trasmesso in 1TV assoluta il documentario Lili Marlen - La Guerra degli italiani in due puntate.
Sono tre gli aspetti che che si ritengono esemplari:

- la rievocazione di molti fatti poco noti eppure estremamente significativi per capire la guerra degli italiani in tutta la sua varietà e complessità. Quanti sanno del siluramento dell’Arandora Star? Chi ancora ricorda i 13.000 bambini che il Duce, nell’imminenza del conflitto, volle trarre in salvo dalla Libia, prima di trasformarli in altrettanti orfani e sradicati? E, pur essendo generalmente note le violenze delle truppe marocchine sulla popolazione ciociara, chi ha un’idea dell’entità e della sistematicità perversa dello stupro utilizzato come ricompensa per i soldati?;

- l’aver fatto un racconto privo di retorica, crudo e proprio per questo struggente, della guerra civile, con la carica d’odio inestinguibile che ha generato;

- l’aver provato a documentare le ragioni di tutti, vittime e carnefici, vincitori e vinti, ma con un effetto finale che non è l’elisione (discorsi del tipo: hanno sofferto tutti, quindi hanno ragione tutti oppure nessuno ha completamente torto, comunque giriamo pagina e andiamo avanti!) bensì il senso del tragico, quella consapevolezza della complessità della storia che non ti permette affatto di girare pagina e andare avanti, ma ti obbliga a coltivare tenacemente la Memoria.

Questo documentario dice della storia quello che De Gregori diceva dell’amore: “insegna ma non si fa imparare”. Obbliga a tenere aperto un dialogo con i fatti accaduti, ci tiene alla larga dalle facili scorciatoie, dalle frasi fatte e dagli slogan di chi strumentalizza la storia per fare politica. Infine, l’idea di coinvolgere, insieme a tanti testimoni, anche dei personaggi noti, tra i quali anche alcuni “mostri sacri” dello spettacolo leggero, come Baudo e Arbore, ha garantito un ulteriore apporto di storie sia buffe (Baudo che racconta la vera storia di “Donna Rosa”…), sia commoventi. Oltretutto, vedere Arbore, sempre così caustico e brillante, che però ricordando l’arrivo degli americani piange, ci ricorda che nulla è più emozionante di quando piangono i comici.

Regista Pietro Suber
Autori Amedeo Osti Guerrazzi e Donatella Scuderi

19 giugno 2020
Copyright © 1999-2020 RTI S.p.A. Business Digital – P.Iva 03976881007 – Tutti i diritti riservati – Per la pubblicità Mediamond S.p.a. RTI spa, Gruppo Mediaset – Sede legale: 00187 Roma Largo del Nazareno 8 – Cap. Soc. € 500.000.007,00 int. vers. – Registro delle Imprese di Roma, C.F.06921720154