L'imprenditore rivoluzionario

Elon Musk e il suo SpaceX

Lo spazio non è mai stato semplicemente una delle sue molteplici attività imprenditoriali, ma l’obiettivo stesso della sua vita.

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Il 27 maggio il palinsesto di Focus dalle 18.15 è dedicato allo spazio. Alle 22, in diretta da Cape Canaveral, per la prima volta un vettore privato, il Falcon 9 di SpaceX di Elon Musk, porterà una navicella (il Dragon 2) con due astronauti della NASA nello spazio.

Elon Musk è sempre stato un “cane sciolto”. Ha sempre voluto realizzare sogni e creare il tipo di mondo sognato da bambino.

“L’unica motivazione che ho per accumulare beni personali è quella di poter dare il maggior contributo possibile per rendere la vita multiplanetaria”

Le biografie ufficiali dicono che fin da bambino, Musk volesse dare un contributo alla colonizzazione di altri pianeti, così da offrire ai terrestri un “piano B” in caso di minacce alla stessa sopravvivenza della specie umana (pandemie, guerre, meteoriti…). Questa specie di “vocazione allo spazio” ha fatto sì che le prime, fruttuose attività di Musk, da PayPal fino a Tesla, servissero e ancora servano come strumenti per raccogliere capitali o per sperimentare tecnologie da trasferire al campo astronautico.
Come Bezos e Branson, Musk è uno dei figli della rivoluzione informatica generata sul nostro pianeta proprio come conseguenza dello sviluppo del programma Apollo, attraverso la miniaturizzazione dei computer. Anche dal punto di vista culturale, Musk è “figlio dell’Apollo” e dello sguardo ottimista che Kennedy, nel lanciare ai sovietici la sfida della Luna, aveva trasmesso agli americani: la tecnologia e la scienza come amiche del progresso e di un benessere diffuso, non distinto dalla giustizia sociale. Musk nasce in Sudafrica, è figlio di un ingegnere che incoraggia le passioni del figlio per la tecnologia. A 12 anni, sapendo programmare, inventa Blaster, un videogioco la cui vendita gli frutta 500 dollari. A 17 anni si trasferisce a vivere da solo in Canada. Si laurea in fisica presso l’Università della Pennsylvania, ma rifiuta la carriera accademica così come il mondo della ricerca (nel 1995 lascia all’improvviso il dottorato in fisica a Stanford) per dedicarsi al business delle start up di internet. Inventa una specie di “pagine gialle” online, che vende a Compaq per 22 milioni di dollari. Reinveste la sua parte di guadagno nel progetto PayPal la cui vendita, nel 2002, gli frutta un miliardo e mezzo di dollari e un guadagno personale di centosessantacinque milioni! Con questi soldi crea Tesla e SpaceX. Tesla gli serve per studiare e innovare il campo dell’energia solare e delle batterie, oltre che dell’intelligenza artificiale applicata alla guida, SpaceX è il punto di arrivo di tutto, la beneficiaria di ogni esperienza precedente. Grande appassionato di fantascienza, Musk ha chiamato “Falcon” il suo primo vettore, in onore del Millennium Falcon di Guerre stellari. Il nome Dragon, per la capsula, invece viene dalla canzone “Puff, the Magic Dragon”, una brano pop del 1963 che narra dell’inevitabile abbandono dei sogni infantili quando i ragazzi crescono. Una specie di inno ai sogni.

Fin dalla fondazione di SpaceX, Musk non ha mai fatto mistero del proprio obiettivo finale: la colonizzazione di Marte. L’immagine che ha in mente da decenni è quella di migliaia di astronavi in viaggio verso il Pianeta Rosso per portarvi risorse e i primi centomila coloni. Non a caso, il sistema di trasporto previsto da Musk, in origine era stato chiamato Mars Colonial Transporter. Oggi, questo stesso sistema viene chiamato “Interplanetary Transport System” ed è immaginato come una vera e propria ferrovia capace di collegare la Terra alle lune di Giove e Saturno e anche oltre, con fermate presso la Luna, Marte e altre basi intermedie sulla fascia degli asteroidi.

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18 maggio 2020
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